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Velocità VPN: cosa rallenta la connessione e come misurarla da soli

Una VPN rallenta sempre un po' la connessione. Ecco i fattori che contano davvero (protocollo, distanza dal server, carico, crittografia) e come misurare la tua reale perdita di banda con strumenti affidabili.

Di Eric Gerard · Éditeur · AnonymFlow8 min di letturaFoto: Compare Fibre — Unsplash

Sulla velocità delle VPN circolano molti numeri di marketing — spesso da test di laboratorio una tantum o da simulazioni teoriche. Invece di darti cifre che non corrisponderanno alla tua connessione, questa guida spiega cosa rallenta davvero una VPN e come misurare la tua reale perdita di banda con strumenti affidabili. L'obiettivo: che tu sappia leggere i tuoi risultati, non memorizzare i nostri.

Perché una VPN rallenta la connessione

Una VPN fa due cose che costano banda e latenza: cifra ogni pacchetto (lavoro della CPU sia su client sia su server) e instrada il tuo traffico attraverso un server intermedio prima che raggiunga la destinazione. Questa deviazione aggiunge distanza fisica, quindi latenza, e la crittografia aggiunge un piccolo overhead a ogni pacchetto.

È inevitabile: non esiste una VPN «senza perdite». Ma l'entità di quella perdita varia enormemente con la configurazione. Ben impostata su un server vicino, una buona VPN conserva gran parte della tua banda; mal configurata o su un server lontano e sovraccarico, la stessa app può dimezzare la tua velocità o peggio. Comprendere le leve qui sotto ti mantiene nella fascia alta.

I fattori che cambiano davvero la tua velocità

Il protocollo (la leva n. 1)

Il protocollo VPN selezionato nell'app è di gran lunga il fattore più decisivo. I protocolli moderni basati su WireGuard — come il NordLynx di NordVPN — sono progettati per essere più veloci di OpenVPN, ed è un fatto generale ben documentato:

  • Crittografia moderna: WireGuard usa ChaCha20, più leggero sulla CPU rispetto all'AES-256 di OpenVPN su molti dispositivi.
  • Codebase minima: WireGuard conta poche migliaia di righe dove OpenVPN arriva a centinaia di migliaia, il che riduce l'overhead.
  • Esecuzione in kernel-space su Linux, più veloce dell'userspace di OpenVPN.

In pratica, la classifica tipica dal più veloce al più lento: NordLynx/WireGuard > OpenVPN UDP > IKEv2 > OpenVPN TCP. OpenVPN TCP è il più lento perché il TCP aggiunge il proprio controllo di affidabilità sopra il tunnel; lo usi solo per attraversare un firewall aziendale che blocca l'UDP (il TCP sulla porta 443 passa allora come traffico web). IKEv2 resta interessante su mobile perché gestisce bene i passaggi da Wi-Fi a 4G.

L'impostazione da controllare nell'app NordVPN: Impostazioni → Connessione → Protocollo VPN → forzare esplicitamente NordLynx. Con l'opzione «Automatico», l'app può ripiegare su OpenVPN su alcune connessioni, sacrificando banda per nulla.

Distanza dal server

Più il server VPN è lontano, più alta è la latenza e più basso il throughput — è fisica. La luce nella fibra viaggia a circa 200.000 km/s, quindi un attraversamento transatlantico (Parigi → New York, ~5.800 km) impone un andata e ritorno incomprimibile di diverse decine di millisecondi, e una connessione verso l'Asia (Tokyo, Singapore, Sydney) ne aggiunge ancora. Per il massimo throughput, scegli il server più vicino che soddisfi la tua esigenza (sbloccare un catalogo specifico, per esempio). Per lo streaming, anche un server lontano basta e avanza: Netflix 4K richiede solo ~25 Mbps. Solo il gaming competitivo soffre davvero la latenza di server molto lontani.

Carico del server e ore di punta

Un server molto usato condivide la sua banda tra tutte le sessioni attive. Nella sera europea (tipicamente 21-23) i server più richiesti (costa Est USA, Londra) e i server P2P ricevono molte più connessioni, abbassando il throughput per sessione. In più, il tuo stesso provider si congestiona nelle stesse ore, indipendentemente dalla VPN. Due riflessi: cambiare server all'interno della stessa regione (spesso un guadagno immediato) e pianificare i grandi trasferimenti fuori dalle ore di punta quando possibile.

Crittografia e filtraggio attivati

Le opzioni di filtraggio come Threat Protection (blocco di pubblicità/tracker/malware) ispezionano il traffico e aggiungono un leggero overhead. È un compromesso accettabile tra sicurezza e velocità, ma utile da sapere se insegui ogni ultimo Mbps. La crittografia in sé non è negoziabile: è l'intero senso di una VPN.

Fibra, 4G, 5G: cosa aspettarsi per ogni rete

Un laptop su una scrivania di legno
Un laptop su una scrivania di legno
Una postazione cablata via Ethernet offre il valore di riferimento più stabile per confrontare la tua velocità con e senza VPN.

Cablato (fibra + Ethernet) è la rete più stabile e dà il miglior valore di riferimento. È lì che una VPN ben configurata conserva più banda, perché la linea non soffre né delle variabilità del Wi-Fi né di quelle del mobile.

Wi-Fi introduce una propria perdita ancora prima che la VPN entri in gioco: interferenze, distanza dal router, canale condiviso. Se in Wi-Fi misuri un grosso calo «a causa della VPN», prova prima via cavo per separare la quota Wi-Fi dalla quota VPN.

4G/5G è per natura più instabile della fibra: latenza più alta, jitter, banda che varia con la saturazione della cella. La perdita relativa dovuta alla VPN tende a essere leggermente maggiore lì rispetto al cablato, il che è normale — il tunnel amplifica l'instabilità esistente. Il 5G offre un valore di riferimento molto migliore del 4G dove è disponibile, ma la copertura è disomogenea (su un treno ad alta velocità o in zone rurali il throughput cala bruscamente, con o senza VPN).

Come misurare la tua reale velocità VPN (metodo affidabile)

Gli unici numeri che contano sono i tuoi, sulla tua linea. Ecco come ottenere una misurazione onesta in pochi minuti.

  1. Misura il tuo valore di riferimento senza VPN. Disconnetti la VPN ed esegui speedtest.net (Ookla) o fast.com (Netflix). Annota download, upload e ping. Via cavo se possibile, per un riferimento pulito.
  2. Riconnettiti su un server vicino ed esegui esattamente lo stesso test, stesso strumento, stesso server di test.
  3. Confronta: la differenza di download/upload dà la tua perdita di banda; l'aumento del ping dà la latenza aggiunta dal tunnel.
  4. Esegui 2-3 misurazioni consecutive e tieni la mediana — un singolo test è molto rumoroso.
  5. Ripeti in orari diversi (pomeriggio vs. sera): il carico di rete cambia molto i risultati. Per andare oltre, iperf3 verso un server pubblico dà una misurazione più controllata dei test web.

Su NordVPN puoi anche usare il nostro strumento di speed test integrato per confrontare con e senza VPN in pochi secondi.

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Diagnosi — perché misuri più lento del previsto

Se misuri una VPN nettamente più lenta del tuo valore di riferimento, controlla sistematicamente questi sei punti in ordine.

Punto n. 1 — Protocollo. Sei su OpenVPN invece di NordLynx? Impostazioni → Connessione → Protocollo VPN → NordLynx. È la causa n. 1 di una perdita anormalmente grande.

Punto n. 2 — Server saturo. Prova un altro server della stessa regione. NordVPN ha centinaia di server per Paese; un altro è spesso più veloce.

Punto n. 3 — Wi-Fi vs. cavo. Una parte della perdita viene dal Wi-Fi domestico, non dalla VPN. Prova via Ethernet cablato per confrontare il vero valore di riferimento della tua linea.

Punto n. 4 — Distanza. Ti connetti a Singapore da Parigi? È normale essere più lenti. La distanza fisica è incomprimibile.

Punto n. 5 — Ora di punta. 20-23 in Europa = congestione di rete quasi ovunque (sia presso il tuo provider SIA sul server VPN). Riprova alle 14 per confrontare.

Punto n. 6 — Threat Protection. In modalità completa, il filtraggio aggiunge un leggero overhead. Accettabile per la sicurezza, ma utile da sapere se ottimizzi per la velocità.

Se dopo tutte queste regolazioni vedi ancora una perdita molto grande su un server locale, apri un ticket di assistenza NordVPN — potrebbe esserci un problema specifico sull'IP o sul server che stai usando.

Cosa ricordare

Una VPN rallenta sempre un po': è il prezzo della crittografia e della deviazione attraverso un server remoto. Ma ben configurata, quel costo è piccolo e impercettibile per streaming, navigazione e videochiamate. Le leve che cambiano tutto: il protocollo (forzare WireGuard/NordLynx al posto di OpenVPN), la distanza dal server (più vicino è meglio), il carico (evitare server saturi e ore di punta) e il Wi-Fi (il cavo dà il miglior valore di riferimento). Per un confronto dettagliato tra due servizi, il nostro confronto Surfshark vs. NordVPN mette i criteri fianco a fianco.

La cosa più importante: non fidarti dei numeri degli altri, misura i tuoi. Con un valore di riferimento senza VPN e poi un test su un server vicino, saprai in cinque minuti quanto ti costa davvero la VPN sulla tua connessione. Il nostro strumento di speed test integrato rende facile quel confronto.

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